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MAGNETOTERAPIA

fisioterapia roma


Elettromagnetoterapia - Magnetoterapia a bassa frequenza
 
La magnetoterapia a bassa frequenza consiste nell'applicare, tramite un solenoide attraversato da una corrente elettrica pulsante (cioè composta esclusivamente di semionde dello stesso segno), un campo elettromagnetico che interagisce in maniera significativa con le singole molecole d'acqua[senza fonte] abbondantemente presenti in ogni tessuto del corpo. L'acqua ha una molecola dipolare, cioè dotata di una zona a polarità negativa, l'atomo di ossigeno, e una positiva, i due atomi di idrogeno, posizionati spazialmente con un angolo di circa 104,5° e in presenza di questo campo elettromagnetico le molecole di acqua si pongono in oscillazione.


I sostenitori della pratica evidenziano l'importanza che avrebbe la costanza delle applicazioni nel determinare la sua efficacia e sostengono che la magnetoterapia a bassa frequenza, dal momento che agirebbe a livello cellulare, creando un micromassaggio interno ad ogni cellula che faciliterebbe l'eliminazione dei rifiuti metabolici, sarebbe utile nell'ambito di una vasta casistica, in particolare laddove i tessuti siano più ricchi d'acqua.
 
I sostenitori della pratica la ritengono indicata in casi artrite, artrosi, asma, atrofia muscolare, cefalea, distorsioni, fratture, osteoartropatia e prostatite, tuttavia non vi è evidenza scientifica della sua efficacia.
 
La Tecnica  
 L'apparecchiatura utilizzata è costituita da uno stadio oscillatore che eroga un'onda quadra la cui frequenza è selezionabile, solitamente tra i 5 e i 100 Hertz. Lo stadio oscillatore è comandato da un timer, che consente di programmare la durata dell'applicazione, e a sua volta pilota uno stadio di potenza, generalmente costituito da uno o più mosfet, che consente di inviare una corrente dell'ordine di almeno 1 ampere nel solenoide utilizzato per generare il campo magnetico.
 
È utile che sia presente anche un sensore ad effetto Hall per verificare l'effettiva presenza del campo magnetico, e la sua polarità.
 
Magnetoterapia ad alta frequenza  
 La magnetoterapia ad alta frequenza, nota anche come magnetoterapia a radio frequenza, si basa sull'emissione di onde radio di frequenze comprese tra i 18 e i 900 Mhz in brevi impulsi, la cui frequenza è regolabile. I sostenitori affermano che tali onde radio avrebbero la capacità di migliorare la risposta immunitaria delle singole cellule, aiutandole a ritrovare un opportuno equilibrio. Inoltre la magnetoterapia ad alta frequenza fluidificherebbe il sangue, migliorando la circolazione, e attenuerebbe le infiammazioni, qualunque ne sia la causa.
 
Anche in questo caso i sostenitori della pratica evidenziano l'importanza di un protocollo di applicazione ai fini della buona riuscita della terapia.
 
I sostenitori della pratica ritengono che l'effetto ottenuto sia analogo alla pratica con basse frequenze e la suggeriscono nei casi di artrite, artrosi, asma, atrofia muscolare, cefalea, distorsioni, fratture, osteoartropatia, prostatite. Anche per questa versione della magnetoterapia, non esistono prove scientifiche di efficacia.
 
Inoltre, secondo i suoi sostenitori, la magnetoterapia AF migliorerebbe la circolazione sanguigna, prevenendo la formazione di placche nelle arterie, stimolerebbe la produzione di endorfine da parte del sistema neurovegetativo, riducendo così la sensazione di dolore ed esercitando un'azione antiinfiammatoria, e aumenterebbe l'assimilazione del calcio, riducendo l'insorgenza dell'osteoporosi.
 
La tecnica  
 La magnetoterapia ad alta frequenza consiste nell'applicare onde radio a larghissimo spettro, da pochi MegaHertz fino al Ghz, con potenze intorno ad 1 W, in impulsi brevissimi (90-100 microsecondi) ripetuti da 40 a 2500 volte al secondo. Secondo i sostenitori della magnetoterapia gli impulsi di AF avrebbero la caratteristica di ripristinare la corretta polarizzazione della membrana cellulare aiutando la cellula a superare uno stato di squilibrio.
 
L'utilizzo  
 A volte erroneamente confusa con il biomagnetismo o con la elettrostimolazione, la magnetoterapia avrebbe, secondo i sostenitori, numerosi campi e numerose modalità di applicazione, ma opererebbe principalmente nella regolarizzazione dell'equilibrio elettrochimico della cellula e restaurando la corretta permeabilità della membrana cellulare; a questo fine le zone interessate da patologie muscolari, articolari, ossee e tessutali in genere, verrebbero sottoposte a irradiazioni mirate.
 
La magnetoterapia ad alta frequenza (irradiazione di onde elettromagnetiche), secondo i sostenitori, agirebbe sulle cellule ripolarizzando le membrane e rigenerandole in tempi molto brevi e con energie limitate. In pratica si otterrebbe lo stesso effetto che consegue il riposo notturno ma con, a detta dei praticanti, maggiore efficacia. Il risultato sarebbe il ringiovanimento dei tessuti. L'effetto sarebbe limitato alle sole zone irradiate e sarebbe utilizzata come coadiuvante della chirurgia estetica.
 
La magnetoterapia è controindicata per i portatori di stimolatori cardiaci pacemaker e apparecchiature elettroniche in quanto potrebbe interferire con esse, e secondo i praticanti sarebbe controindicata in presenza di patologie neoplastiche, in quanto ne accelererebbe lo sviluppo, potrebbe avere effetti di vasodilatazione e viene sconsigliata in caso di insufficienza coronarica, disturbi ematologici o vascolari, alterazioni funzionali organiche, psicopatologie, epilessia, alcune malattie infettive, micosi, iperfunzione tiroidea, sindromi endocrine, tubercolosi e gravidanza.
 
Studi sull'efficacia e critiche 
Nel 2002 un report della National Science Foundation affermò che la magnetoterapia non ha basi scientifiche. Le affermazioni di numerosi venditori della magnetoterapia si basano su un linguaggio pseudoscientifico e new age e non sono supportate da risultati scientifici o studi clinici.
 
La maggior parte delle critiche concettuali mosse nei confronti della magnetoterapia sono relative seguenti aspetti:
 
I tipici magneti usati producono un insufficiente campo magnetico così da non potere avere alcun effetto su muscoli, sangue, ossa o altri organi. 
Alcuni produttori di apparecchi per la magnetoterapia affermano che il campo magnetico aiuterebbe a fare circolare il sangue interagendo con il ferro contenuto nella emoglobina. Tuttavia in merito non vi è alcuna evidenza scientifica. 
Non vi è evidenza scientifica che i magneti siano in grado di restaurare la bilancia dell'energia elettromagnetica del corpo umano. 
Persino con i molto più potenti campi magnetici utilizzati nell'Imaging a risonanza magnetica si rilevano effetti nulli o poco significativi. 
Molti dei siti che promuovono la magnetoterapia appartengono a persone o aziende che traggono profitto dalla vendita di prodotti magnetoterapici. 
In un test randomizzato condotto dall'Energy Medicine Developments, Inc. e pubblicato in Alternative Therapies in Health and Medicine nel 2003 si sostiene che l'elettromagnetismo abbia avuto "piccoli" effetti benefici in pazienti con sclerosi multipla anche se gli stessi autori segnalano che i risultati avrebbero la necessità di essere replicati per essere presi in considerazione. Nel 2006/2007 una review sistematica condotta dalla Cochrane Collaboration non riscontrò alcuna prova che la terapia elettromagnetica fosse utile nella cura di lesioni da pressione o di ulcera varicosa. 



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