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LA SINDROME CERVICALE: utili consigli dei nostri fisioterapisti

fisioterapia roma


La sindrome cervicale è la denominazione di un concetto riassuntivo di una moltitudine di sintomi patologici e di stati dolorosi diversi, che interessano la colonna vertebrale cervicale e le strutture nervose, legamentose, muscolari e vascolari che sono ad essa connesse.
Anatomia - Fisiologia
La colonna cervicale è composta da 7 vertebre cervicali, delle quali 3 sono atipiche. Atipico vuol dire che non sono costruite secondo lo schema della maggioranza delle vertebre: corpo vertebrale, arco vertebrale con le apofisi spinosa, trasverse e articolari. La prima vertebra o atlante è conformata come un anello. Racchiude il midollo spinale che passa dalla testa alla colonna vertebrale e non possiede un corpo vertebrale come tutte le altre vertebre. La sua forma particolare permette l’inclinazione antero-posteriore e laterale della testa. La seconda vertebra, l’epistrofeo o axis, ha adottato filogeneticamente il corpo vertebrale dell’atlante, trasformandolo in una protuberanza, il dens epistrofei. Intorno a questo dente ruota l’atlante assieme al cranio. L’atlante e l’epistrofeo nella loro interazione eseguono dei movimenti come quelli sopra un’emisfera dando libertà di movimento alla testa in tutte le direzioni. La settima vertebra cervicale è atipica in quanto la proporzione del processo spinoso è aumentata rispetto a tutti gli altri. La 7a vertebra sporge più di tutte le altre e la sentiamo sulla schiena tra tronco e collo come una gobba: per questa caratteristica viene chiamata "vertebra prominens”.Una particolarità delle vertebre cervicali sono i fori vertebrali, situati alla base dei due processi trasversi, che contengono l’arteria vertebrale. I fori intervertebrali invece, formati dall’apposizione di due vertebre contigue, contengono le radici nervose dei nervi cervicali; le ultime 4 radici, dalla 5a all’8a, si riuniscono poi per formare il plesso nervoso brachiale.
La colonna cervicale è avvolta da legamenti forti, che tengono assieme i singoli segmenti vertebrali, ed è circondata da un apparato muscolare che sostiene e muove in coordinazione ed armonia la colonna e la testa, e fa da leva a certi movimenti delle spalle e braccia. I principali muscoli sono i muscoli trapezii che reggono il collo e la testa sulla parte posteriore e gli sternocleidomastoidei che controllano la rotazione.
Il collo, un capolavoro della natura, contiene vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (tiroide), tutti in uno spazio molto ristretto e in una funzione e interattività meravigliosa. - Visto di fronte e dalla schiena la colonna cervicale è rettilinea, mentre vista di lato forma una curva fisiologica (normale). Questa curva lordotica, con la convessità rivolta in avanti, permette un assorbimento dei colpi che vengono prodotti dai passi o da salti a protezione della testa.
La regione cervico-occipitale è caratterizzata dal forte ligamento nuchae, dai piccoli muscoli cervico-occipitali, dall’inserzione del muscolo trapezio e dai nervi occipitali, che passano attraverso il muscolo trapezio, per distribuirsi al cranio. Sebbene ogni muscolo della spalla e dell’arto superiore sia innervato da fibre provenienti da diverse radici, qui di seguito elenchiamo alcuni dettagli sulle principali destinazioni delle fibre di ogni radice nervosa cervico-brachiale.
Il segmento neurologico C5:
Attraverso il foro intervertebrale formato dalla 4a e 5a vertebra cervicale, passa la 5a radice cervicale. Partecipa all’innervazione motrice del muscolo deltoideo e del bicipite e conduce la sensibilità cutanea del tatto, temperatura e della posizione dalla parte esterna del braccio al midollo spinale e al cervello.
Il segmento neurologico C6:
Attraverso il foro intervertebrale formato dalla 5a e 6a vertebra cervicale, passa la 6a radice cervicale. Innerva il muscolo bicipite (doppia innervazione C5 e C6), il muscolo estensore radiale e conduce la sensibilità dell’avambraccio (pollice e indice) ai tratti neurologici spino-cerebrali.
Il segmento neurologico C7:
Attraverso il foro intervertebrale, formato dalla 6a e 7a vertebra cervicale, passa la 7a radice cervicale. Innerva il muscolo tricipite, i flessori della mano e gli estensori delle dita. Conduce la sensibilità cutanea dal dito medio tramite il midollo spinale ai centri nervosi del cervello.
Il segmento neurologico C8:
Attraverso il foro intervertebrale formato dalla 7a vertebra cervicale e 1a vertebra dorsale passa l’8a radice cervicale. Innerva i muscoli interossei che allargano e aprossimano le dita della mano ed i flessori delle dita. Conduce la sensibilità dall’avambraccio e dalla mano esterna (anulare e mignolo) al sistema nervoso centrale, al cervello.
L’esame cervicale
Dopo un’anamnesi accurata che descrive la sintomatologia attuale e gli eventuali episodi dolorosi, traumatici o chirurgici precedenti, l’ispezione e la palpazione del collo è il primo passo diagnostico. Si cerca di individuare gonfiori (gozzo) o atrofie muscolari intorno al collo, sporgenze o malallineamenti (sublussazioni) vertebrali, si osserva il portamento della colonna e della testa. Dopo la palpazione statica, nell’intento di definire la posizione delle vertebre, atto diagnostico principale del chiropratico, si aggiunge la "palpazione in movimento” per captare la funzionalità dei singoli segmenti vertebrali. L’esperto chiropratico riconosce con la sua sensibilità nelle dita ed esperienza, il segmento bloccato o quello ipermobile, dove i legamenti sono troppo lassi o addirittura lesi.
Il prossimo passo è l’esame del ROM (range of motion) della colonna cervicale: la flessione in avanti, la retroflessione, la lateroflessione e la rotazione verso destra e sinistra. L’integrità di questi movimenti conferma già il buon funzionamento della colonna o, nel caso contrario, un difetto. La funzione della colonna cervicale potrà essere ulteriormente esaminata con test di resistenza contro una forza applicata in diverse direzioni. Segue l’esame della forza muscolare dei muscoli innervati dai plessi nervosi cervicali e cervico-brachiale. Comprende tutti i muscoli delle braccia. Nello stesso tempo viene testata la sensibiltà cutanea a tutti i dermatomeri che rappresentano le diverse regioni di distribuzione dei nervi cervicali. I riflessi osteo-tendinei ci informano sull’integrità delle divisioni nervose periferiche cervicali. Un turbamento del flusso di sangue in una arteria vertebrale o una compressione patologica della stessa, specialmente l’, dove rimane vulnerabile tra la sua fuoriuscita dall’atlante e l’entrata nel cranio, causa gravi giramenti di testa, perfino dei deficit neurologici. Le indagini diagnostici generali,con esami fisici e strumenti semplici, ci danno le informazioni globali del caso. Le radiografie del tratto cervicale in due posizioni, l’antero- posteriore e la laterale, vengono richieste come di routine. Radiografie specifiche per chiarire la struttura di malformazioni o per evidenziare degenerazioni artrosiche particolari, vengono aggiunte secondo necessità. Se si sospetta delle importanti lesioni dei tessuti molli, come dopo il trauma del "colpo di frusta”, o per lesioni al midollo spinale (tumori), l’esame della risonanza magnetica è indispensabile. La collaborazione interdisciplinare tra medici è importante nell’interesse dell’ammalato. Solo dopo aver stabilito l’origine della patologia e formulato la diagnosi e la prognosi, si potrà procedere alla terapia.
La cervicalgia
vuol dire dolori alla colonna cervicale. L’origine va dal semplice spasmo muscolare dopo raffreddamento, all’artrosi (calcificazioni intorno alle articolazioni- e corpi vertebrali ), all’anchilosi spondilartritica ( perdita dell’articolarità), dove i legamenti calcificano e rendono la colonna come un bastone di bambù. La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative.
La cervico-brachialgia
è un dolore nevralgico che origina dal collo e che irradia verso il braccio. La causa è l’irritazione di una o più radici nervose che fuoriescono dalla colonna cervicale e che terminano nelle strutture remote delle braccia. Messaggi sbagliati vengono impartiti a livello dei fori di congiugazione ai nervi afferenti (nocicettori) i quali portano le informazioni (dolori) dalla periferia (braccia) al cervello. Anche pressioni sul midollo spinale da ernia discale o tumori possono causare dolori cervicobrachiali. La cervicobrachialgia semplice risponde bene alle manipolazioni.
La cervico-occipitalgia
? una condizione dolorosa che ha origine alla nuca (colonna cervicale) e che irradia verso la testa, qualche volta fino sopra o dietro un occhio (pseudoemicrania). La causa è sovente una tensione nervosa (psichica) o una posizione uniforme e prolungata davanti al video che irrigidisce i muscoli occipitali. Questi bloccano il libero giuoco delle articolazioni cervico-occipitali e atlanto-assiali (C1-C2). Viene così irritato e infiammato il nervo suboccipitale che ci segnala i dolori. La manipolazione manuale è molto efficace e promette un successo in poche sedute a questa condizione.
Il colpo di frusta
Il colpo di frusta o contracolpo cervicale è un meccanismo che si verifica durante un tamponamento in macchina, quando una vettura si urta con un’altra. All’inizio la testa e il corpo del pilota o delle persone nella vettura che investe vengono catapultati in avanti. La testa va ad urtarte il vetro della macchina, il volante o il cruscotto. In seguito avviene il contraccolpo, cioè il movimento opposto, verso l’indietro, producendo una iperestensione della colonna vertebrale. I passeggeri della vettura investita subiscono l’opposto: prima vengono catapultati indietro, dopo in avanti. Le protezioni, sia dell’appoggiatesta, sia della cintura di sicurezza e sia dell’air-bag hanno diminuito ma non eliminato i danni per tamponamenti alla colonna cervicale. Il management e la cura del colpo di frusta è nella competenza del fisioterapista.
Il torcicollo
Questa condizione dolorosa blocca la colonna cervicale ed impedisce al paziente di muovere il collo in una determinata direzione - non riesce più a girare la testa. La causa è  sovente una corrente d?aria, un’infezione (tonsillite, ascesso di una radice dentaria), una scoliosi o un disquilibrio statico (differenza della lunghezza delle gambe) o perfino una malformazione ossea o muscolo-legamentosa. Nel torcicollo classico è sempre implicato il muscolo sterno-cleido-mastoideo che rimane contratto. Un irrigidimento completo del collo potrebbe venir scambiato per torcicollo: potrebbe trattarsi di una spondiloartrosi avanzata o di una spondilartrite anchilopoietica (morbo di Bechterew). La radiografia o la risonanza magnetica ci chiariscono ogni dubbio diagnostico.
Il trattamento
Il trattamento più adatto ed efficace delle sindromi cervicali si accorda con una corretta diagnosi. Nella fase acuta di un torcicollo o un colpo di frusta l’immobilizzazione con un collare è indicata. Ci sono collari rigidi e semirigidi che si prescrivono dopo incidenti con leggere lesioni o in casi cronici, che impediscono la rotazione della testa e che tengono la colonna cervicale in uno stato di leggera trazione. Il collare viene portato solo per un tempo breve per non compromettere la funzionalità e forza muscolare. Nella fase acuta si applica il freddo, sia con ghiaccio direttamente massaggiato sulla pelle o nel sacchetto. Quando il disturbo è passato alla fase subacuta, si procede alla manipolazione. Con l’aggiustamento vertebrale, come viene anche chiamato, si scioglie ogni sublussazione vertebrale, ogni blocco delle articolazioni apofisarie. Il fisioterapista posiziona la testa e la colonna cervicale in un determinato modo. Dopo prende contatto diretto con l’articolazione vertebrale in questione per eseguire ad essa un micromovimento. Il trattamento manipolativo dev’essere ripetuto fino alla completa funzionalità della colonna e la guarigione sintomatica.
La cura manipolativa viene coadiuvata dalla fisioterapia generale, come lo stretching passivo, la trazione intermittente cervicale, le terapie con correnti analgesiche e muscolo-stimolanti, il laser, la magnetoterapia, la ginnastica attiva e la riabilitazione che rinforza la muscolatura e coordina i movimenti. In casi particolarmente dolorosi l’iniezione di un analgesico o l’ingestione di un medicamento è indicato.
Prevenzione
Prevenire disturbi al collo e mantenerlo sano e funzionante richiede una disciplina di ginnastica regolare: il movimento attivo in avanti e indietro, a destra e sinistra e rotazione a destra e sinistra. Gli stessi esercizi vengono eseguiti in seguito contro la resistenza posta dalle mani, la cosidetta ginnastica isometrica. Anche l’osservazione di regole ergonomiche sono importanti per il collo, come camminare ben eretto, come mantenersi composto e correttamente seduto, scrivendo, guardando la televisione e come dormire con un cuscinetto adatto alla curvatura lordotica cervicale. La tensione psichica influisce molto sulla rigidità dei muscoli trapezii ed il rilassamento muscolare contribuisce alla prevenzione di disturbi funzionali della colonna vertebrale cervicale. Il controllo tempestivo dal fisioterapista quando si manifestano i primi sintomi, potrà prevenire dolori più forti e prolungati come pure degenerazioni prematuri.
FONTE: www.chiropraktik.ch
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